
Il lievito madre si è impossessato di me, l’ho chiamato Gina e ci parlo. Angelo nel frattempo mi guarda stranamente e vorrebbe buttarlo…ma poi quando sforno delizie come questo pane è super contento, approva e mangia di gran gusto.

Pane alla curcuma e pomodori secchi
Ingredienti:
- 400 g di farina tipo 1 (W 400)
- 50 g di farina interale
- 50 g farina di segale
- 1 g di lievito di birra secco
- 340 ml di acqua a temperatura ambiente
- 10 pomodori secchi sott’olio
- 2 cucchiaini di curcuma
- 10 g di sale
Attrezzatura:
- 1 cestino di lievitazione (o 1 ciotola rivestita con un canovaccio cosparso di semola)
- 1 pentola di ghisa da circa 26 cm
- semola rimacinata q.b.
- lametta o coltello affilato

Preparazione:
- La sera prima (verso le 21) versa nella ciotola della planetaria 310 ml di acqua e unisci le farine, mescola brevemente con una forchetta per fare in modo che l’acqua bagni tutta la farina e poi inserisci la frusta a foglia e lavora 1 minuto, non serve ottenere un composto omogeneo.
- Copri con un canovaccio e lascia in autolisi per circa 1 ora o 1 ora e mezza.
- Trascorso il tempo sciogli il lievito nell’acqua restante (30 ml) e versa sull’impasto. Impasta con il gancio a forma di uncino per circa 5 minuti poi aggiungi il sale, la curcuma e i pomodori secchi tritati grossolanamente. Continua a impastare fino a quando l’impasto si incorda. L’impasto deve diventare elastico, liscio e si deve staccare bene dalle pareti della ciotola ma senza lavorarlo troppo. (Se l’impasto fa fatica a incordarsi perché è molto idratato e umido potete sostituire il gancio con la foglia).
- Rovescia l’impasto su un piano da lavoro pulito e leggermente oliato e dai una serie di pieghe per dargli forza. Adagia l’impasto in un contenitore trasparente capiente (che contenga tre volte il volume iniziale dell’ impasto) ben unto di olio.
- Copri il contenitore con la pellicola e lascialo lievitare a temperatura ambiente (18/21°) fino al mattino successivo (per circa 8-12 h), dovrà triplicare il volume iniziale.
- Con le mani ben unte piegate delicatamente l’impasto portando i lembi esterni verso l’interno, mentre lo fai gira leggermente la ciotola e ripeti fino a completare il giro.
- Copri nuovamente e lascialo lievitare ancora per 1 o 2 h, finché vedete che la lievitazione riprende.
- A questo punto l’impasto dovrà risultare gonfio e pieno di bolle. Rovescia delicatamente l’impasto sul piano di lavoro leggermente cosparso di semola, poi fai una serie di pieghe a 3 in modo da dare forma al pane. Date tempo all’impasto di allungarsi, nel senso che se necessario fai le prime pieghe e poi aspetta 10-15 minuti prima di fare le successive, tale accortezza è necessaria se l’impasto non risulta troppo forte.
- Metti la pagnotta nel cestino di lievitazione cosparso di semola con la chiusura della pagnotta verso l’alto. Spolvera in superficie con altra semola, copri con la pellicola e metti in frigorifero per 1 ora circa (max tre ore).
- Preriscalda il forno alla massima potenza (250/280°) e inserisci al suo interno la pentola chiusa con il suo coperchio. Quando il forno è arrivato a 250 gradi estrai il pane dal frigorifero e con l’aiuto di un foglio di carta da forno capovolgi la pagnotta, cospargila con della farina e incidi il pane. Estrai la pentola dal forno, togli il coperchio, inserisci il pane all’interno con tutta la carta forno, richiudi con il coperchio e rimetti in forno. Cuoci per 30 minuti poi togli il coperchio, abbassa il forno a 240° e continua la cottura per altri 20 minuti, o finché il pane risulterà ben colorito.
- Una volta pronto spegni il forno, apri lo sportello e lascia cosi per circa 10 minuti. Estrai la pagnotta dalla pentola e lasciala raffreddare su una gratella. Adesso puoi tagliarla.
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Bettina Balzani
Ciao, mi chiamo Bettina, sono nata a Cesena, ho studiato a Bologna ed a New York ed adesso vivo fra Cesena e Milano. Questo blog riflette le mie vere passioni: la cucina, i viaggi, la fotografia, le colazioni che iniziano presto e finiscono all’ora di pranzo, le cene con gli amici, i pranzi in famiglia con i miei genitori mia sorella ed i miei amatissimi nipotini, le sagre paesane, la ricerca delle osterie di una volta, il cibo a km 0, le verdure dell’orto e la frutta raccolta dagli alberi. Ho iniziato a cucinare da piccola con il Dolce Forno ed il Manuale di Nonna Papera poi le mie nonne e mia mamma sono state le mie vere insegnanti in cucina. A Natale le mie richieste di regali erano sempre oggetti di cucina: gelatiera, griglia per poter fare i panini come in paninoteca, frullatore, centrifuga…
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